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Giudici 16:11-24 Versione Diodati Riveduta (RDV24)

11. Egli le rispose: ‘Se mi si legasse con funi nuove che non fossero ancora state adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque’.

12. Delila prese dunque delle funi nuove, lo legò, e gli disse: ‘Sansone, i Filistei ti sono addosso’. L'agguato era posto nella camera interna. Ed egli ruppe, come un filo, le funi che aveva alle braccia.

13. Delila disse a Sansone: ‘Fino ad ora tu m'hai beffata e m'hai detto delle bugie; dimmi con che ti si potrebbe legare’. Ed egli le rispose: ‘Non avresti che da tessere le sette trecce del mio capo col tuo ordìto’.

14. Essa le fissò al subbio, poi gli disse: ‘Sansone, i Filistei ti sono addosso’. Ma, egli si svegliò dal sonno, e strappò via il subbio del telaio con l'ordìto.

15. Ed ella gli disse: ‘Come fai a dirmi: T'amo! mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte m'hai beffata, e non m'hai detto dove risiede la tua gran forza’.

16. Or avvenne che, premendolo ella ogni giorno con le sue parole e tormentandolo, egli se ne accorò mortalmente,

17. e le aperse tutto il cuor suo e le disse: ‘Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo, consacrato a Dio, dal seno di mia madre; se fossi tosato, la mia forza se ne andrebbe, diventerei debole, e sarei come un uomo qualunque’.

18. Delila, visto ch'egli le aveva aperto tutto il cuor suo, mandò a chiamare i principi de' Filistei, e fece dir loro: ‘Venite su, questa volta, perché egli m'ha aperto tutto il suo cuore’. Allora i principi dei Filistei salirono da lei, e portaron seco il danaro.

19. Ed ella lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò l'uomo fissato, e gli fece tosare le sette trecce della testa di Sansone; così giunse a domarlo; e la sua forza si partì da lui.

20. Allora ella gli disse: ‘Sansone, i Filistei ti sono addosso’. Ed egli, svegliatosi dal sonno, disse: ‘Io ne uscirò come le altre volte, e mi svincolerò’. Ma non sapeva che l'Eterno s'era ritirato da lui.

21. E i Filistei lo presero e gli cavaron gli occhi; lo fecero scendere a Gaza, e lo legarono con catene di rame. Ed egli girava la macina nella prigione.

22. Intanto, la capigliatura che gli avean tosata, cominciava a ricrescergli.

23. Or i principi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrifizio a Dagon, loro dio, e per rallegrarsi. Dicevano: ‘Il nostro dio ci ha dato nelle mani Sansone, nostro nemico’.

24. E quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a dire: ‘Il nostro dio ci ha dato nelle mani il nostro nemico, colui che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti di noi’.

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